Oggi dose tripla di caffè

Mi sono svegliata con il magone.

Ieri sera mi sono addormentata alle 23.05 subito dopo aver visto i primi exit poll.

Mi sono addormentata con il magone e mi ci sono svegliata.

Faccio colazione cercando di mantenere gli occhi chiusi per non guardare le immagini oscene che stanno passando in tv. Mi rendo conto che quelle stesse immagini sono andate avanti per tutta la notte, proprio come quando ti succede qualcosa di brutto e non riesci a toglierti l’immagine e il pensiero dalla testa.

Mi infilo nel bagno cercando di non avere contatti con persone che non possono capire il terrore nei miei occhi.

Nel mio armadio ci sono solo pantaloni blu. Non mi sento di poter indossare un colore così sgargiante oggi. Vado allo stendino, raccolgo i pantaloni neri e li indosso. Mi vesto di nero perchè le uniche cose che vorrei indossare sono un cappello e un mantello dell’invisibilità.

Esco di casa per non sentire più la tv parlare della morte senza alcun tipo di tatto, senza trucco e senza mantello.

Faccio fatica a trattenere le lacrime e un paio scorrono sotto gli occhiali da sole (loro si che mi rendono invisibile).

“Buongiorno”

“Buongiorno, buongiorno un cazzo”

“Dose tripla di caffè?”

“E qualcosa al cioccolato per affogare l’amarezza di questa giornata”

Apro il giornale.

“NO! IL SI PERDE, RENZI SI DIMETTE”

La democrazia è morta. La sua è stata una lunga morte dolorosa, tipo quelle malattie che si portano via, pian piano, un pezzetto di te.

Il fallimento della [mia adorata] democrazia è solo colpa nostra, cittadini italiani. Non perchè abbia vinto il no, bensì per le motivazione del voto – in entrambi gli schieramenti.

Ci siamo dimostrati, nuovamente un popolo mediocre. Un popolo che non è capace di ragionare con la propria testa, che si fa abbindolare dall’eroe che urla di più.

Siamo un popolo che ripete le parole sentite in tv o lette sul web senza sviluppare un pensiero critico, senza saper filtrare le notizie, senza curiosità e senza cultura.

A noi non interessa conoscere il  motivo di una riforma, a noi interessa abbattere il nemico. Peccato però, che per noi il nemico, è chiunque ci governi.

Noi siamo il popolo che si lamenta per le tasse, ma poi risponde sempre “Senza” quando il dentista chiede della fattura.

Siamo un popolo che insulta, denigra il diverso o peggio lo ignora, ma poi si mette in prima linea quando c’è la visibilità in ballo.

Siamo il popolo che non crede più nei politici, ma segue politicanti mascherati da benefattori della patria solo perchè dicono di essere contro il sistema.

Siamo quelli che urlano al complotto qualsiasi cosa succeda, ma sappiamo urlarlo solo dietro una tastiera.

Siamo quelli che “L’Italia unita” ma si chiamano ancora terroni e poletoni.

Una volta era: “Ci pisciano in testa e dicono che piove”
Oggi è : “Piove e vi dicono che è pipì”
Il problema è che, in entrambi i casi, voi ci credete.

Cominciate a crearvi una vostra personale idea, informatevi, confrontatevi con persone che la pensano diversamente, cambiate idea ogni tanto, siate leali.

Avere un’idea politica non vuol dire seguire totalmente questo o quel personaggio del momento, Renzi o Grillo, Salvini o Vendola.

Magari il politico, con cui spesso sono in disaccordo, una volta la dirà una cosa giusta.
O potrà succedere che il mio “leader” dirà na baggianata.

Dovremmo essere in grado di riconoscerlo, quello significherebbe aver maturato un’idea politica e non essere stati lobotomizzati.

Sento un strano fastidio sui fianchi. I pantaloni che ho indossato questa mattina sono ancora bagnati. Sono proprio sconvolta: Il sud era compatto per il NO.

Guardo Renzi commosso che si addossa tutte le colpe e il magone sale fino agli occhi. Non è colpa tua Matteo, è colpa nostra. La tua (non unica) colpa è stata quella di esporti troppo, si sa che chi si espone è più vulnerabile. Per questo la gente preferisce strisciare.1480924843587-jpg

(Però, magari BP non lo citare più, sai gli scout già non erano ben visti prima, non peggiorare la considerazione che il mondo ha di loro)

Guardo l’orologio. Sono le 8.30. Anche oggi in ritardo e con i pantaloni bagnati.

Nemmeno nei miei peggiori incubi avrei potuto immaginare un orizzonte peggiore. Mi verrà la bronchite e una colica renale.

Mi chiedo da quando un eroe abbia bisogno di urlare per farsi riconoscere tale.

Salvini e Grillo cantano vittoria.

Matteo non ci lasciare, quello che ci aspetta dopo potrebbe essere peggio.

 

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